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Una grande Cena del Volontariato, un grande abbraccio nel cuore di Viterbo

Questa è una storia di numeri, solamente perché dovrebbero rendere meglio l'idea. Centocinquanta associazioni, una Consulta, più di 800 commensali, decine di ragazzi della Scuola Sottufficiali dell'Aviazione, decine di volontari e i ragazzi speciali Be Different di Juppiter. Tutti insieme per la grande cena del Volontariato, andata alla grande, di sabato sera a piazza del Comune.

Nel cuore di Viterbo un grande abbraccio del mondo del volontariato alla città, che ha ricambiato senza stare troppo a farsi domande o a riflettere. Spontaneità, questa la parola chiave. E con spontaneità è scivolata leggera, tra le pieghe dei minuti di sabato pomeriggio, tutta la preparazione. Volato anche il servizio ai tavoli e la festa. Sorrisi, salti. Il cielo è sempre più blu, anche su Viterbo.

In realtà questa è una storia di nomi. Questi sì capaci di darti tante informazioni. Storie e strade intrecciate non si sa da quale destino o volontà. Fili e grembiuli. Neri, quelli di chi ha servito. Bianchi, quelli di chi ha cucinato e impiattato. Con tutte le variabili del caso, perché sabato è stato servito un mix. Di colori, di facce, di nomi, di braccia che si sono unite ad altre braccia. 

Salvatore Regoli sul palco, a fare da clessidra. Millimetrico nell'alternare i tempi. Sotto i riflettori il sindaco Leonardo Michelini, il presidente della Consulta Marco Ciorba, il delegato comunale al Volontariato Paolo Moricoli. Poi gli amici della Coldiretti Pacifici e Freu. Si scherza, si racconta, si tratteggia il volto di una città possibile, già concreta per molti.

Sotto si applaude, si scruta con gli occhi, si ammira. Quanta bellezza.